Ogni anno, a gennaio, molte imprese scoprono di aver perso un’agevolazione che fino al 31 dicembre era ancora disponibile. Non per un errore tecnico, ma per una semplice questione di tempi. Con la Manovra 2027 alle porte e diverse misure in scadenza a fine 2026, ottobre è il momento giusto per fare ordine tra ciò che conviene chiudere subito e ciò che è meglio aspettare.
Perché ottobre è il mese giusto per decidere
Le decisioni di fine anno, quando si prendono a fine dicembre, sono quasi sempre decisioni prese male. Manca il tempo per raccogliere i documenti, fare i conti e capire se conviene davvero.
Ottobre è il momento in cui una PMI può ancora pianificare con lucidità cosa chiudere entro l’anno. Ed è anche il mese in cui il quadro diventa più chiaro, perché prende forma la prossima legge di bilancio.
Il 15 ottobre il Governo trasmette a Bruxelles il Documento programmatico di bilancio. Entro il 20 ottobre il disegno di legge arriva alle Camere. Da lì in poi si capisce cosa cambierà davvero dal 2027, e cosa invece resta un annuncio.
Cosa scade davvero il 31 dicembre 2026
Prima di parlare di ipotesi, conviene partire dalle certezze. Alcune agevolazioni hanno una scadenza già fissata dalla normativa vigente. Chi vuole sfruttarle deve agire entro fine anno.
Detrazioni edilizie: dal 50% al 36%
Per i lavori sull’abitazione principale la detrazione oggi riconosciuta è pari al 50% della spesa. La legge di Bilancio 2026 ha prorogato questo regime di un solo anno: secondo il quadro vigente, dal 2027 la percentuale scende al 36% per l’abitazione principale e al 30% per le altre abitazioni.
In termini concreti il calo è sensibile. Su una spesa di 20.000 euro, ad esempio, la detrazione teorica passa da 10.000 a 7.200 euro. Per chi ha già in programma dei lavori la domanda diventa pratica: conviene anticiparli al 2026 per sfruttare la percentuale più alta?
Attenzione però: tra le ipotesi allo studio per la Manovra 2027 c’è proprio la proroga dei bonus edilizi alle aliquote attuali, quindi senza il taglio previsto. È un tipico caso in cui si decide sul certo, cioè la riduzione oggi scritta nella legge, tenendo d’occhio l’ipotesi di una proroga non ancora approvata.
Bonus mobili ed elettrodomestici
Il bonus mobili e grandi elettrodomestici, nella forma attuale, è riconosciuto solo per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2026. È legato a un intervento di ristrutturazione, ha un tetto di spesa di 5.000 euro per unità immobiliare e dà diritto a una detrazione del 50% ripartita in dieci anni.
Chi sta arredando un immobile ristrutturato ha quindi una finestra che, salvo proroghe non ancora scritte, si chiude con l’anno.
Crediti d’imposta e agevolazioni per le imprese
Per le imprese il tema è più ampio, e qui vale la pena sfatare un equivoco: non tutto si chiude il 31 dicembre 2026. Lo strumento principale per gli investimenti del 2026 è infatti il nuovo iperammortamento, che maggiora il costo dell’investimento fino al 180% e sostituisce i vecchi crediti Transizione 4.0 e 5.0.
La sua finestra è ampia: riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026, con consegna dei beni possibile fino al 30 settembre 2028, a condizione di versare un acconto del 20% entro il 31 dicembre 2027. Non è quindi un’agevolazione che scade a fine anno.
Un altro riferimento è il credito d’imposta per gli investimenti nella ZES Unica del Mezzogiorno, prorogato per il triennio 2026-2028 ed esteso anche a Marche e Umbria. Qui però le dotazioni sono decrescenti, circa 2,3 miliardi nel 2026, 1 miliardo nel 2027 e 750 milioni nel 2028, e la percentuale effettiva dipende dal riparto tra le domande. È un’opportunità concreta, non un beneficio fisso su cui contare a occhi chiusi.
Altre agevolazioni legate a transizione digitale ed energetica dipendono invece dalle risorse residue e dalle scelte della prossima manovra. Qui la parola d’ordine è verificare, caso per caso, la disponibilità effettiva prima di contare su un beneficio.
Manovra 2027: cosa è certo e cosa è solo ipotesi
Attorno alla Manovra 2027 circolano molti numeri. È stata definita l’ultima manovra della legislatura: si parla di un valore compreso tra 30 e 40 miliardi, a cui si aggiungono circa 14 miliardi di flessibilità concessa dall’Unione Europea, e il Ministro dell’Economia ha anticipato che non sarà una manovra conservativa.
Sul fronte fiscale, però, va fatta una distinzione che spesso si perde negli annunci. La seconda aliquota IRPEF al 33% non è un’ipotesi: è già in vigore dal 2026, quando è scesa dal 35% al 33%. Quello che si discute per il 2027 è semmai l’estensione di questa aliquota, oggi applicata ai redditi fino a 50.000 euro, fino ai redditi da 60.000 euro, con una possibile riduzione della prima aliquota dal 23% al 22%.
Restano invece vere ipotesi misure come la detassazione delle tredicesime, per cui si ragiona su un’imposta sostitutiva del 15% al posto dell’IRPEF per i redditi più bassi, e gli interventi su pensioni e sanità.
Il punto è che queste ipotesi diventano concrete solo quando il testo arriva alle Camere, entro il 20 ottobre, e definitive solo con l’approvazione prevista entro il 31 dicembre. Costruire una decisione su un annuncio significa esporsi al rischio che quell’annuncio cambi, si ridimensioni o sparisca.
La regola pratica: decidere sul certo, non sugli annunci
Il nostro approccio, quando lavoriamo con i clienti in questo periodo, è semplice e lo ripetiamo sempre. Si divide ciò che è già legge da ciò che è solo previsione.
Sulle misure certe, con scadenza 31 dicembre 2026, si decide adesso. Sulle ipotesi di manovra si aspetta il testo, senza anticipare mosse su regole che potrebbero non esistere.
Essere onesti su questo fa parte del nostro lavoro. A volte la risposta corretta è: aspetta, non conviene muoversi ora. Altre volte è: qui la finestra si chiude, muoviti entro dicembre. Noi di KCM Network preferiamo dirlo chiaramente, anche quando significa consigliare di non fare nulla.
La checklist di fine anno per non perdere la finestra
Ecco i controlli utili da fare entro l’autunno, insieme al proprio consulente:
- Verificare se ci sono lavori edilizi in programma per il 2027 e valutare se anticiparli al 2026 per la detrazione più alta, tenendo conto che una proroga delle aliquote attuali è tra le ipotesi di manovra.
- Controllare gli acquisti di beni agevolabili collegati a ristrutturazioni, per non perdere il bonus mobili.
- Fare il punto sugli investimenti e sull’iperammortamento, che ha una finestra aperta oltre il 2026 ma richiede scelte per tempo.
- Distinguere le spese da chiudere entro l’anno da quelle che possono aspettare la nuova manovra.
- Pianificare la liquidità in funzione delle spese da anticipare, per non decidere sotto pressione a dicembre.
Se vuoi capire quali agevolazioni sono adatte alla tua impresa, sul nostro sito trovi il dettaglio dei servizi di finanza agevolata di KCM Network. Le tappe ufficiali della sessione di bilancio sono invece pubblicate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Domande frequenti (FAQ)
Quali bonus scadono il 31 dicembre 2026?
Nella forma attuale scadono il bonus mobili ed elettrodomestici (spese entro il 31 dicembre 2026) e le aliquote più alte delle detrazioni edilizie, che dal 2027 scendono al 36% e al 30% salvo proroghe. Attenzione però: non tutto si chiude a fine anno. Il nuovo iperammortamento, ad esempio, riguarda investimenti con una finestra aperta fino al 2028.
Le novità della Manovra 2027 sono già in vigore?
Dipende. Alcune misure spesso associate al 2027, come la seconda aliquota IRPEF al 33%, sono in realtà già in vigore dal 2026. Le vere novità del 2027, come l’estensione di quell’aliquota ai redditi fino a 60.000 euro o la detassazione delle tredicesime, restano ipotesi fino all’approvazione della legge, prevista entro il 31 dicembre 2026.
Conviene anticipare le spese al 2026?
Dipende. Per le agevolazioni che secondo la legge vigente si riducono dal 2027, come la detrazione edilizia, anticipare può convenire. Va però considerato che una proroga delle aliquote attuali è tra le ipotesi di manovra: la valutazione va fatta caso per caso, decidendo sul certo di oggi.
La detrazione edilizia sparisce del tutto nel 2027?
No, non sparisce. Secondo il quadro vigente si riduce: dal 50% al 36% per l’abitazione principale e dal 36% al 30% per le altre abitazioni. Cambia quindi l’entità del beneficio, non la sua esistenza, e resta aperta l’ipotesi di una proroga delle aliquote attuali.

